La Giostra

Trattorie, Ristoranti | Italiano | Sant'Ambrogio Area


Cosa pensano di noi i nostri clienti...

Orari di Oggi: 12:00 - 2:30 PM | 7:00 PM - 1:00 AM
Lunedì12:00 - 2:30 PM | 7:00 PM - 1:00 AM
Martedì12:00 - 2:30 PM | 7:00 PM - 1:00 AM
Mercoledì12:00 - 2:30 PM | 7:00 PM - 1:00 AM
Giovedì12:00 - 2:30 PM | 7:00 PM - 1:00 AM
Venerdì12:00 - 2:30 PM | 7:00 PM - 1:00 AM
Sabato7:00 PM - 1:00 AM
Domenica7:00 PM - 1:00 AM

Via Borgo Pinti 12/r 18/r, 50121 - Firenze
www.ristorantelagiostra.com
+39 055 241 341
info@ristorantelagiostra.com


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Dieci anni fa i principi Asburgo Lorena decisero di aprire un ristorante a Firenze: La Giostra."Le scienze non sono come Minerva che usc? armata di tutto punto dal cervello di Giove, sono figlie del tempo", ecco il segreto de La Giostra. Ci si aspetta una cucina tipica e si assaggiano sapori nuovi, antichi centinaia di anni.


Recensito dallo staff...


Descrizione

La notizia di un nobil casato alle prese con piatti e tovaglioli fece scalpore, ma non per tutti. Gli amici che erano soliti riunirsi intorno alla tavola del principe al Castello di Barberino Val d'Elsa, nel Chianti, glielo avevano suggerito spesso. I ristoratori riforniti con olio d'oliva, vino e altri prodotti di quelle tenute lo avevano temuto da quando lui cominci? a chiedere (e ottenere) alcune ricette dei loro chef. Il figlio Soldano che cura personalmente la cantina, sapeva che quella passione avrebbe finito per contagiarlo e coinvolgerlo in un'attivit? a tempo pieno. Passione che nasce a Vienna, quando la nonna conduceva il nipote nelle cucine del castello e allontanata la servit? gli mostrava una "grande magia": la lievitazione naturale dei krapfen . Un fantastico incantesimo che streg? il giovane principe,destinato a una vita a curiosare tra antichi manoscritti di ricette, aneddoti, suggerimenti per preparare i piatti della tradizione Lorenese e Asburgica.Ci si aspetta una cucina tipica e si assaggiano sapori nuovi, antichi centinaia di anni.I sapori di una Toscana dimenticata, quando ancora al posto del ristorante i locali sormontati da archi cinquecenteschi a mattoncini rossi ospitavano la giostra di piazza Salvemini, da cui il nome. Dove riposavano luccicanti cavallini oggi ci sono appena sedici tavoli ai quali siedono coppie d'innamorati, belle donne, ospiti famosi, talvolta intere compagnie teatrali... Tutti, accomunati dal gusto per la buona tavola e dal piacere di una raffinata ospitalit?: in un'atmosfera "homley", di casa, calda e informale.Merito del figlio del principe, anzitutto. Merito dei lusinghieri giudizi della stampa specializzata. Merito dello storico chef Ubaldo Tonarelli, fiorentino oggi affiancato dal talento giapponese di Aruki Igari. Merito della signora Liliana che ogni mattina presto impasta pappardelle, taglierini e ravioli alla maniera bolognese. Una allegra brigata di dispensatori di gioia... Perch? il cibo ? necessario e sceglierlo ? un privilegio, ma cucinarlo ? arte.In epoca Lorenese i primi divieti di introdurre a Firenze bestie morte e di venderne la carne contribuirono di fatto a garantirne la qualit?. I principi Asburgo Lorena, oggi, rispettano e conservano gelosamente quell'antica attenzione per la qualit? e la franchezza dei sapori tradizionali della cucina toscana. Non senza "contaminarla" per? con quella dell'Impero e non senza adattarla alle necessit? (leggerezza e digeribilit?) di uno stile di vita moderno.Ricordando l'equazione del gastronomo francese Brillat Savarin:"Gli animali si pascono: l'uomo mangia: solo l'uomo intelligente sa mangiare". A la Giostra, discepoli fedeli del verso del poeta fiorentino Francesco Redi, si mesce il vino in ampi calici, non senza averli prima debitamente avvinati e non senza aver decantato la bottiglia alla maniera dei sommelier, travasando il vino alla luce di una candela per verificarne la limpidezza. Ma la cura dei particolari comincia gi? dalla cantina, mantenuta silenziosa come una biblioteca a una temperatura costante di 12-13 gradi, buia, umida e ben areata.L'ideale per ospitare le migliori etichette di vino toscano, piemontese e italiano in genere che qui riposano almeno sei mesi prima di essere inserite nel menu: desueta regola da intenditori.Defilato, riservato e raccolto, La Giostra ? un ristorante volutamente difficile da trovare.Fuori l'ingresso manca l'insegna. La strada in cui si trova ? lontana dagli itinerari turistici. Eppure dista poche centinaia di metri dal Duomo, nel centro storico di Firenze, al numero 12 rosso di Borgo Pinti, vicino all'arco di San Piero. Non ? insomma un luogo per turisti, semmai per viaggiatori.Come diceva Saramago:"il turista trova, il viaggiatore cerca".